Nervo vago e ansia: riconosci i sintomi nel tuo corpo

Nervo vago e ansia: riconosci i sintomi nel tuo corpo

Cos’è il nervo vago

Nervo vago e ansia: riconosci i sintomi nel tuo corpo? I sintomi di paura, ansia, stress, depressione e trauma, spesso vengono avvertiti nel nostro corpo come “reazioni viscerali“.

Il nervo vago è diventato famoso sui Social Media come Instagram e TikTok (#vagusnerve) ed è popolare tra operatori del benessere. 

Si tratta del più lungo e complesso dei nervi cranici, che si estende dal tronco encefalico fino all’addome o “asse di comunicazione intestino-cervello“.

Le ramificazioni del nervo vago raggiungono e mettono in connessione molti organi tra cui il cervello, i polmoni, il cuore, lo stomaco e l’intestino. Il nervo vago infatti è coinvolto in varie funzioni come il respiro, la frequenza cardiaca, la digestione, la risposta immunitaria e le azioni riflesse.

L’80% delle sue fibre sono efferenti, cioè trasmettono informazioni sensoriali dagli organi al cervello. Segnali corporei di sicurezza possono aiutarci a ripristinare uno stato di rilassamento fisico e calma mentale. Questo aspetto rende il nervo vago interessante per il benessere psicologico.

Nervo vago e ansia: riconosci i sintomi nel tuo corpo

L’evoluzione della risposta al pericolo

Paura e ansia

Nervo vago e ansia: riconosci i sintomi del tuo corpo? Il senso di sicurezza di un individuo è insediato nel corpo e si riflette nei livelli di attivazione del Sistema Nervoso Centrale (SNC) e del Sistema Nervoso Autonomo (SNA), come vedremo in seguito.

Paura e ansia sono emozioni distinte che hanno origini antiche. Entrambe si attivano per far fronte ad un pericolo o una minaccia ambientale e sono fondamentali ai fini della sopravvivenza.

La paura è un’emozione più arcaica. L’ansia sembra essere un’emozione che coinvolge abilità cognitive evolute legate all’immaginazione, la progettazione e l’anticipazione.

L’evoluzione della risposta al pericolo dagli animali all’uomo è stata affrontata da varie teorie delle Neuroscienze e dalla Psicologia evoluzionistica

Nervo vago e ansia: riconosci i sintomi nel tuo corpo

Il cervello tripartito di MacLean

La teoria del cervello tripartito di MacLean (1990) descrive la struttura del cervello come un’organizzazione gerarchica “a cipolla” che include un cervello rettiliano, un cervello mammaliano, e circuiti evolutivamente più recenti come la neocorteccia. Queste tre parti del cervello funzionerebbero in modo gerarchico, seguendo il “principio di Jackson”.

Il principio di Jackson

Secondo il principio di Jackson (1988) quando il nostro cervello elabora degli input ambientali, gli impulsi grezzi vengono via via raffinati e razionalizzati, risalendo dalle parti più antiche del nostro cervello fino alla neocorteccia, evolutivamente più recente. I circuiti più evoluti, come le corteccia pre-frontale, sono in grado di inibire risposte emotive automatiche di tipo primitivo, attivate ad esempio dal sistema limbico.

Il nervo vago e la teoria polivagale di Porges

La Teoria Polivagale è stata sviluppata dal neurofisiologo Stephen Porges (2014). Egli ha fornito una spiegazione dei sistemi di sicurezza e pericolo facendo riferimento al funzionamento del Sistema Nervoso Autonomo (SNA) e al ruolo del nervo vago.

La Teoria Polivagale viene definita “poli”-vagale proprio perché suppone l’esistenza di differenti circuiti o ramificazioni del nervo vago che attivano risposte differenti in situazioni di minaccia o pericolo. I particolare distingue tra il ramo ventrale parasimpatico e il ramo dorsale parasimpatico del nervo vago.

La visione tradizionale vedeva contrapposti il sistema nervoso simpatico, ritenuto responsabile delle risposte di attacco-fuga, e il sistema nervoso parasimpatico, ritenuto responsabile delle funzioni riposa-digerisci, come risposte opposte attivate in modo alterno.

La teoria di Porges propone invece che in condizioni di pericolo si attivino piuttosto una gerarchia di risposte in successione, da quelle più evolute a quelle più arcaiche e primitive. Quando intervengono difese arcaiche è perché quelle più evolute hanno fallito o non si sono potute applicare. 

Nervo vago e ansia: riconosci i sintomi nel tuo corpo

I tre sistemi gerarchici di risposta al pericolo

Nervo vago e ansia: riconosci i sintomi del tuo corpo? Porges postula l’esistenza di tre sistemi gerarchici di risposta al pericolo, ovvero tre sottoinsiemi del Sistema Nervoso Autonomo (SNA) che regolano le nostre interazioni con l’ambiente

CIRCUITORISPOSTALIVELLO
circuito dorso-vagale parasimpaticoImmobilizzazione:
congelamento, morte apparente
risposta arcaica, tipica dei rettili
sistema simpaticoMobilizzazione:
attacco, fuga
risposta condivisa con i mammiferi
circuito ventro-vagale parasimpaticoCoinvolgimento socialerisposta di mammiferi superiori e uomo

Secondo la teoria di Porges (2014) le difese vengono attivate in modo gerarchico, a partire da quelle più evolute procedendo poi via via con quelle più arcaiche e primitive, se quelle precedenti falliscono.

In condizioni di pericolo moderato si attivano per prime le risposte ancestrali di attacco-fuga e congelamento (freezing). Se queste falliscono, o se il pericolo è intenso e la vita dell’individuo è a rischio, possono attivarsi difese ancora più antiche ed estreme come la morte apparente (shut down).

I comportamenti sociali più evoluti possono essere messi in atto solo se viene percepito un sufficiente livello di sicurezza, altrimenti questi saranno sostituiti da comportamenti di difesa più arcaici come attacco/fuga, congelamento o morte apparente.

La teoria polivagale è utile nel comprendere le disregolazioni in condizioni di ansia, depressione, stress e traumi, sia acuti che prolungati, che distorcono i processi percettivi e alterano i processi fisiologici ed omeostatici. Vediamo meglio questi tre circuiti.

Il circuito dorso-vagale del nervo vago (i)

Il circuito dorso-vagale è quello filogeneticamente più antico, afferisce agli organi sotto-diaframmatici, è coinvolto nel mantenimento dell’omeostasi e controlla i processi vegetativi e le funzioni viscerali legate per esempio allo stomaco, all’intestino e alla vescica.

Può produrre una risposta di rallentamento dell’organismo fino all’immobilizzazione o congelamento (freezing), tipica dei rettili, associata ad emozioni primordiali di paura. La persona congelata si presenta in uno stato di blocco vigile, con i muscoli rigidi e tesi, i sensi attivati.

In in condizioni di pericolo estremo il circuito dorso-vagale può portare ad un collasso o spegnimento (shut down), che spesso si associa a emozioni di tristezza o stati depressivi. La persona “spenta” si presenta con i muscoli flaccidi, corpo stanco e pesante, movimenti rallentati, sguardo perso nel vuoto e bradicardia.

Nervo vago e ansia

L’attivazione del sistema simpatico (ii)

La risposta di attivazione del sistema simpatico prepara il corpo ad uno stato di mobilizzazione e sostiene i comportamenti di attacco o fuga, tipici dei mammiferi per fronteggiare un pericolo. Si tratta di risposte più evolute rispetto a quelle di congelamento o morte spegnimento.

Da un punto di vista fisico l’attivazione del sistema simpatico comporta un aumento della tensione muscolare, dell’ossigenazione del sangue, della vasocostrizione e della frequenza cardiaca. Queste risposte possono essere associate ad emozioni di rabbia o paura.

Nervo vago e ansia

Il circuito ventro-vagale del nervo vago (iii)

Il circuito ventro-vagale è quello filogeneticamente più recente. Si è evoluto nei mammiferi superiori e nell’uomo e sostiene i comportamenti di coinvolgimento sociale in condizioni di sufficiente sicurezza.

Questo sistema ha un effetto calmante e frenante e può portare ad immobilizzazione in assenza di paura. In questo caso il battito cardiaco rallenta, il respiro diventa più lungo e profondo, i muscoli vengono modulati per predisporre all’ascolto e alla comprensione.

Il circuito ventro-vagale afferisce agli organi sopra-diaframmatici ed include:

  • Una componente viscero-motoria, che regola il cuore e il respiro;
  • Una componente somato-motoria, che regola i muscoli del volto, del collo e della testa, oltre alla capacità di esprimere emozioni per mezzo del viso, della voce e della prosodia, ovvero tutto ciò che media le nostre interazioni sociali. 
Nervo vago e ansia

Difese mobilizzanti e immobilizzanti negli animali e nell’uomo

Nervo vago e ansia: riconosci i sintomi del tuo corpo? Per comprendere meglio l’impiego pratico delle difese mobilizzanti ed immobilizzanti nel regno animale e nell’uomo possiamo fare qualche esempio.

Difese negli animali

Un animale che si trovi di fronte ad un predatore potrebbe inizialmente provare a scappare o se fronteggiato difendersi attaccando (difese mobilizzanti di attacco/fuga).

Nel caso in cui non fosse possibile scappare potrebbe provare ad immobilizzarsi (freezing) sperando di non essere visto per sopravvivere.

Infine, se nonostante i tentantivi di immobilità o attacco/fuga il predatore dovesse afferrarlo adotterà come ultima difesa la morte apparente, che mira a dissuadere il predatore dal mangiarlo (difese immobilizzanti).

Teoria polivagale

Osserviamo quindi come diverse difese possano essere attivate in modo gerarchico, in base alla situazione e all’intensità del pericolo, ai fini della sopravvivenza.

Difese nell’uomo

Difese ancestrali di questo tipo si attivano con modalità simili e in modo gerarchico anche nell’uomo.

Pensiamo ad esempio ad un’aggressione sessuale, in cui la vittima non è riuscita a scappare o attaccare l’aggressore e si è trovata a subire l’evento divenendo immobile, deanimata o dissociata (difese immobilizzanti).

Altri eventi di natura traumatica, come per esempio la crescita di un bambino in ambienti maltrattanti, possono portare ad esiti differenti tra cui uno stato di agitazione motoria e comportamenti aggressivi (difese mobilizzanti di attacco/fuga).

Le difese non sono di per sé negative, tuttavia, quando si presentano difese estreme o cristallizzate può trattarsi di stati di cui è bene prendersi cura.

Paura, ansia, e sistema di coinvolgimento sociale

A volte il sistema di allarme e pericolo rimane attivo anche quando non ci troviamo più a fronteggiare una minaccia reale. In questi casi è possibile intervenire per riequilibrare le risposte del nostro corpo rispetto alla situazione di pericolo percepito.

Ripristinare nel corpo un senso di sicurezza è fondamentale per promuovere risposte evolutivamente più mature e funzionali, legate ad esempio al sistema di coinvolgimento sociale, il più evoluto sistema di risposta al pericolo secondo la teoria polivagale di Porges (2014).

Il sistema parasimpatico ventro-vagale si è sviluppato nell’uomo e nei mammiferi superiori per sostenere l’affiliazione, la vicinanza, la collaborazione e l’aiuto reciproco, tuttavia può attivarsi solo in condizioni di sufficiente sicurezza

Se una persona si sente in pericolo non può coinvolgersi dal punto di vista sociale perché il suo corpo si comporta come se stesse costantemente fronteggiando una minaccia.

Non è opportuno colpevolizzarsi per le difese che il nostro corpo mette naturalmente in atto in condizioni estreme e che possono cristallizzarsi come l’esito di eventi ripetuti, tuttavia è possibile uscire da questi stati cercando un aiuto psicologico.

Relazioni sociali

Psicoterapia informata dalla teoria polivagale

La psicoterapia corporea informata dalla teoria polivagale può aiutarti ad acquisire un senso di sicurezza interno agendo a livello sia psicologico che fisiologico.

Risposte corporee arcaiche di attacco/fuga, immobilizzazione o spegnimento possono essere modificate grazie all’intervento terapeutico e stimolando attività che coinvolgono specifici circuiti.

Ad esempio si può stimolare la persona a mobilizzarsi e animarsi in caso di congelamento (freezing) o collasso (shut down), promuovere la quiete in caso di agitazione motoria, o favorire l’immobilità senza paura, grazie all’ingaggio del sistema ventro-vagale nell’ambito di una relazione sufficientemente sicura.

La psicoterapia è un ottimo contesto in cui ripristinare le basi neurofisiologiche del coinvolgimento sociale in condizioni di sicurezza. Il ruolo del corpo in terapia è fondamentale perché non basta “sapere” di essere al sicuro, ma bisogna “sentire di essere al sicuro” e questo sentire passa attraverso il corpo.

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Ripristinare sicurezza e fiducia nel corpo

Nervo vago e ansia: riconosci i sintomi del tuo corpo? Di seguito riporto degli esempi di interventi corporei che aiutano a sperimentare un senso di sicurezza e fiducia nel corpo:

  • Incoraggiare la propriocezione; 
  • Incoraggiare la neurocezione;
  • Monitorare gli stati di arousal e riposo; 
  • Promuovere la consapevolezza del respiro, della postura, del centro del corpo e
    delle esperienze sensoriali, inclusa l’esterocezione; 
  • Localizzare emozioni distinte in specifici distretti corporei; 
  • Acquisire consapevolezza dei segnali di ansia e del livello di energia; 
  • Ampliare il range di movimento, che influenza il modo in cui stiamo in relazione con noi stessi e con gli altri;
  • Attenzione al grounding e all’effort del peso; 
  • Impiego di tecniche psicocorporee quali il rilassamento, la meditazione, la
    mindfulness; 
  • Incoraggiare il movimento come risorsa di regolazione ed espressione di sè
Calma mentale

Tutti questi interventi sono alla base di cambiamenti fisiologici e psicologici a lungo termine, poiché poggiano su basi incarnate (Gray, 2017; Hackney, 2002; Kestenberg, 1975; Laban, 1999).

Psicologa per l’ansia a Verona e online

Se soffri di ansia, panico, stress, o se credi di portare nel corpo e nella mente gli effetti di un trauma, puoi trarre enorme beneficio da una psicoterapia corporea informata dalla teoria polivagale.

Sono una psicologa psicoterapeuta e ricevo presso il mio studio “Psiche in Movimento” a Verona Borgo Roma e online. Per una prima consulenza compila il form qui o contattami via WhatsApp.

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Dottoressa Michela Malfatti

PhD Psicologa Psicoterapeuta

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Testo protetto da copyright, vietata la riproduzione anche parziale (legge 633 del 22 Aprile 1941 e successive modifiche).

Bibliografia

Hackney, P. (2002). Making Connections: Total Body Integration Through Bartenieff Fundamentals. London: Routledge.

Gray, A. F. (2017). Polyvagal-Informed Dance/Movement Therapy for Trauma: A global perspective. American Journal of Dance Therapy, 39, 43-46.

Jackson, J. H. (1998). Classics in psychology, 1881-1887: Evolution and dissolution of the nervous system, vol. 17. A cura di Wozniak R. H. History of Psychology. Bristol: Thoemmes Continuum.

Kestenberg, J. S. (1975). Children and parents: Psychoanalytic studies in development. New York: Jason Aronson.:

Laban, R. (1999). L’arte del movimento. Macerata: Ephemeria Ed.

MacLean, P. D. (1990). The triune brain in evolution. Role in paleocerebral functions. Plenum New York Press.

Porges, S. (2014). La teoria polivagale: Fondamenti neurofisiologici delle emozioni, dell’attaccamento, della comunicazione e dell’autoregolazione. Roma: Fioriti.

Porges, S. W. (2018). La guida alla teoria polivagale: Il potere trasformativo della sensazione di sicurezza. Giovanni Fioriti Editore.

https://www.stateofmind.it/tag/teoria-polivagale/

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