Vincere un disturbo alimentare: l’esperienza di Maria

Vincere un disturbo alimentare: l’esperienza di Maria

Vincere un disturbo alimentare: l’esperienza di Maria. Maria racconta com’è riuscita a sconfiggere un disturbo alimentare grazie ad un percorso di psicoterapia intrapreso con me. Il percorso, inizialmente volto a curare il rapporto con il corpo e il cibo, ha portato importanti trasformazioni nel rapporto che Maria ha con se stessa, oltre che alle sue relazioni significative con la famiglia, il partner e gli amici.

Intervista anonima

Di seguito riporto il testo dell’intervista condotta da me con Maria (nome di fantasia). Maria racconta come ha superato il suo problema grazie al percorso di psicoterapia svolto con me.

Qual era il tuo problema prima di rivolgerti a me?

Mi trovavo in un periodo di forte disagio legato a un disturbo del comportamento alimentare. Il mio rapporto con il cibo era diventato particolarmente difficile da un paio d’anni e nell’ultimo periodo si era ulteriormente inasprito.

Avevo provato a tamponare questo problema come meglio potevo, poiché non volevo ammettere né a me stessa né agli altri di aver bisogno di aiuto.

Per esempio avevo iniziato un percorso con una nutrizionista, pensando che se avessi avuto qualcuno che mi “dava il permesso” di mangiare in modo adeguato alle mie necessità funzionali avrei risolto il problema.

Vincere un disturbo alimentare: l’esperienza di Maria

Tuttavia questo da solo non è servito, come non è servito scaricare app di conteggio delle calorie per rendermi visivamente conto di tutto ciò di cui mi stessi privando: questi metodi non facevano altro che aggiungere ansia e farmi continuare a calcolare minuziosamente tutto ciò che mangiavo.

Successivamente, ho capito che il mio problema aveva delle radici più profonde e che da sola non sarei riuscita a far fronte alle difficoltà che allora mi sembravano insormontabili.

Come influiva questo problema sulla tua vita nella quotidianità?

Cercavo di evitare tutti i casi in cui si potesse parlare di cibo o dell’aspetto fisico: rifiutavo le uscite con gli amici, non mangiavo mai davanti a loro, sentivo una fortissima ansia non appena si accennava a dover mangiare qualcosa, talvolta andavo in panico completo.

Il cibo era diventato per me un nemico, così come tutte le situazioni sociali che lo comprendevano.

Avevo una visione molto pessimistica di me stessa, del mio futuro e della mia persona, facevo fatica a scindere la mia personalità dal mio aspetto fisico, cercando di raggiungere la perfezione tramite quest’ultimo.

Da quando mi svegliavo la mattina a quando andavo a letto la sera non riuscivo a pensare ad altro se non al mio corpo, al cibo, allo sport e al giudizio opprimente degli altri.

Vincere un disturbo alimentare: l’esperienza di Maria

Tutta la mia giornata ruotava attorno al cibo, alle calorie e al peso sulla bilancia.

In quel periodo facevo fatica ad intrattenere delle relazioni sane ed equilibrate, isolandomi, convincendomi che tutto ciò che facevo fosse sbagliato e non fossi meritevole di affetto o attenzioni.

Ero completamente cambiata rispetto a prima, ero più scontrosa, triste, spenta e facevo fatica a trovare piacere nelle cose che prima mi facevano essere felice.

Avevo iniziato anche ad allenarmi compulsivamente, fino ad arrivare a negarmi il cibo se non avessi avuto modo di “smaltirlo” attraverso l’attività fisica.

Sentivo di non avere nessun tipo di controllo sulla mia vita, ero completamente succube del disturbo.

Mi sembrava sempre di avere i riflettori puntati addosso, che chiunque mi incontrasse fosse pronto a giudicarmi aspramente per le mie scelte di vita, non solamente sotto il punto di vista alimentare.

Questi pensieri non erano legati solo agli estranei ma anche a persone a me molto vicine: la mia famiglia, il mio ragazzo, i miei amici.

Sentivo dentro di me che le loro preoccupazioni, i loro tentativi di volermi aiutare, fossero in realtà dei modi per sabotarmi e allontanarmi dalla felicità.

Non mi sentivo capita dalla famiglia, dal mio ragazzo e dagli amici, tendevo ad isolarmi.

Cosa ti ha convito a voler fare un percorso psicologico?

Ciò che mi ha spinto a rivolgermi ad uno psicologa inizialmente sono stati i social ed in particolare degli account di ragazze che hanno avuto problemi di disturbi alimentari e che ne sono uscite.

Avevo iniziato ad ascoltare il podcast di una ragazza che aveva sofferto di DCA…

Nel podcast la ragazza parlava della sua esperienza e di come ne fosse uscita e, in una parte della sua storia, era arrivata a dover essere ammessa in una struttura apposita per il trattamento dei DCA.

Il racconto di come fosse la vita all’interno di quella struttura mi ha talmente sconvolta da capire che non volevo assolutamente arrivare a quel punto.

Una persona a me molto cara, che aveva sofferto a sua volta di un disturbo alimentare, mi ha consigliato di intraprendere un percorso psicologico per dare una svolta alla mia vita.

Vincere un disturbo alimentare: l’esperienza di Maria

Non volevo arrivare al punto di dover essere ricoverata!

Prima di decidere di fare il percorso c’era qualche resistenza?

Inizialmente ero convinta di non avere un problema, ma piano piano, ascoltandomi, mi sono resa conto di non stare bene con me stessa e con gli altri e che avevo bisogno di una mano in più.

Vincere un disturbo alimentare: l’esperienza di Maria

Avevo davvero un problema?

Mi ha aiutato molto poter parlare con i miei amici e il mio ragazzo, che mi hanno aiutata a mettere alla luce delle relazioni disfunzionali che erano presenti soprattutto all’interno della mia famiglia.

Per me inizialmente è stato uno shock poter anche solo pensare di collegare i miei problemi alimentari a qualcosa di più profondo, anche perché continuavo a ripetermi che in realtà stavo bene. Tuttavia, piano piano ho iniziato a mettermi in discussione.

Non avevo avuto sempre questa visione di me stessa e del cibo e volevo tornare ad essere serena ed in pace con me stessa, oltre che avere un aiuto anche a livello della relazione con la mia famiglia e le altre relazioni della mia vita.

Guardando delle vecchie foto mi sono ricordata che non ero sempre stata così: volevo tornare ad essere serena e felice!

In che modo ti è stato utile il percorso e che trasformazioni ha portato in te?

Il percorso di psicoterapia mi ha aiutata moltissimo in diversi ambiti della mia vita.

Piano piano abbiamo affrontato il problema del disturbo alimentare, che ho scoperto essere stato per me un grido d’aiuto, poiché il cuore del discorso era molto più complesso.

Mi è stato di grande aiuto affrontare il disturbo un passo alla volta, senza la pretesa di risolvere tutto e subito.

Sono riuscita a rispondere a tante domande che mi tenevo dentro da molto tempo e mi sono stati forniti degli strumenti molto utili per riuscire a capire come muovermi nel mondo delle mie relazioni interpersonali.

Più acquisivo fiducia in me stessa e mi rendevo conto che non avevo bisogno di dimostrare a nessuno che ero “abbastanza”, più riuscivo ad affrontare con coraggio delle piccole sfide quotidiane che mi prefiggevo, come uscire con gli amici o mangiare un cibo fino ad allora “proibito”.

Vincere un disturbo alimentare: l’esperienza di Maria

Ho acquisito consapevolezza, coraggio e fiducia in me stessa.

La terapia mi ha aiutata molto a capire chi sono davvero, che la mia dignità non deve dipendere dall’approvazione di qualcuno di esterno e che il giudizio degli altri ha il potere di scalfirci solo se glielo lasciamo fare.

Mi ha permesso di mettermi al primo posto dopo che per anni mi limitavo ad esistere solo in funzione degli altri e dei loro bisogni. Mi ha aiutato a capire chi sono e cosa è meglio per me.

Adesso mi trovo in una posizione che avrei ritenuto irraggiungibile un anno fa, sia dal punto di vista fisico, sia da quello dello stare bene con me stessa e gli altri.

Ho affrontato dei cambiamenti enormi dal punto di vista relazionale, con la mia famiglia, le mie amicizie e me stessa.

C’è stato qualche momento del percorso in cui hai sentito come un click, in cui hai sentito svoltare qualcosa?

E’ stato molto importante per me avere a disposizione uno spazio sicuro in cui poter essere me stessa e parlare liberamente di ciò che mi preoccupava senza sentirmi giudicata.

In quel periodo infatti facevo davvero molta fatica ad aprirmi e ad essere sincera sia con me stessa che con gli altri.

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Con la dott.ssa mi sono sentita al sicuro, non giudicata.

Ho apprezzato la possibilità di sperimentare in un ambiente protetto delle possibili situazioni che potevo affrontare nella vita di tuti i giorni, così come un diario in cui settimanalmente annotavo gli eventi più importanti che mi capitavano, cosa mi avessero fatto sentire e i miei pensieri.

Mettere nero su bianco i miei pensieri mi ha aiutata a capire quanto le convinzioni che avevo su me stessa non avessero fondamento e che io valgo esattamente come gli altri.

Vincere un disturbo alimentare

Ho smesso di sminuirmi ed essere crudele con me stessa.

Quali sono i risultati attuali ottenuti grazie al percorso?

Attualmente mi trovo in una situazione molto diversa rispetto all’inizio della terapia.

Il disturbo alimentare è piano piano sfumato, non sono più così ossessiva nel controllo del mio aspetto, di ciò che mangio e di quanto mi alleno. Mi sento molto più libera.

Sento di essere cresciuta molto, di essere maturata e avere una visione più totale di me stessa e della mia vita, con delle fondamenta salde che prima non avevo.

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Mi sento più sicura di me stessa, più positiva e propositiva.

Talvolta ho ancora dei pensieri e alcune attività mi mettono ansia, soprattutto quando si tratta di mostrare il mio corpo, come per esempio andare in piscina.

La differenza è che ora non mi privo di questi momenti e, soprattutto, non do sfogo agli impulsi restrittivi nei confronti del cibo per cercare di calmare i miei pensieri.

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Adesso sono molto più forte rispetto ad una volta, so cosa fare per non ricaderci.

Come ti sei trovata ad essere accompagnata da me in questo percorso?

Fin da subito ho apprezzato la capacità di ascolto, di comprensione non giudicante e l’empatia della dott.ssa Malfatti.

Mi è piaciuta la sua capacità di farmi ragionare e trovare le risposte dentro di me, dandomi gli strumenti giusti per capirmi.

Ho apprezzato anche la possibilità di affrontare tutte le mie problematiche a piccoli step, con delle azioni o dei pensieri da poter mettere in atto ogni giorno.

Ho trovato utili tutti gli strumenti pratici offerti: schede, esercizi, diario.

C’è un messaggio che vorresti lasciare a chi ci legge?

Sono convinta che affrontare un percorso di psicoterapia possa essere di grandissimo aiuto per molte persone che vivono un disagio con se stessi, con gli altri, o stanno affrontando un momento particolare della propria vita.

La salute mentale è qualcosa di fondamentale nella vita di tutti i giorni ed ignorare i segnali che ci dicono di aver bisogno di un aiuto in più può solo peggiorare le cose, facendo continuare a vivere in un disagio che potrebbe diventare opprimente.

A volte basta solo una mano di qualcuno di esperto per tirarci fuori da un “buco nero”, farci vedere il mondo da un’altra prospettiva e dare una svolta alle nostre vite.

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Non continuare a soffrire inutilmente.

Sono qui per aiutarti!

Dott.ssa Michela Malfatti,

Psicologa Psicoterapeuta

Psicologa Psicoterapeuta a Verona e online

Dottoressa Michela Malfatti

PhD Psicologa Psicoterapeuta

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Approfondimenti

In questo articolo “Vincere un disturbo alimentare: l’esperienza di Maria.”, hai potuto leggere la testimonianza di una persona che ha vinto il disturbo grazie alla psicoterapia.

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